A volte il senso del cammino

A volte il senso del cammino
la sera l’aria limpida
il lavoro appena svolto la fatica
anche la rabbia i sorrisi l’incontro
col tuo essere enorme
i figli
ogni parola detta
la pioggia che piove da tre giorni
i progetti la promessa di schiarita
i discorsi inutili la gente
la luce gialla dei lampioni
l’ansia mai vinta di una vita.

Tutto prende un verso
terso di destino
di potenza latente
anche nel passo esitante
nel corpo che barcolla appena
nell’essere qui adesso
ed anche nell’essere nulla
al tempo stesso.

Un nulla incerto indefinito
che svanisce si dissolve non esiste
dolcemente senza freddo
ansito o tremore
senza il trauma del passaggio
ma solo consapevolezza
d’essere aria acqua assenza
una cosa senza corpo
atomo disperso
trasparenza
che ritorna a far parte
dell’universo. 

Depoetica

Non posso altra musica
che di parole sole
chiedo scusa pertanto alle allodole
ai violini ai pianoforti alle chitarre
a tutto l'armamentario dei concerti
ai giovani sugli spalti
al pentagramma
chiedo scusa per la bocca
di piccolezza povera
per le labbra
per le corde vocali limitate
per gli occhi che leggono ininterrotti
per la scrittura inutile e incessante
rinnegata anche nel nome
dalle folle

Niente che si faccia

Niente che si faccia schioccando
di sole dita
come un miracolo piccolo
una benedizione
come grazia che al suolo attecchisce
radica in terra e sboccia da seme in fiore
meravigliosamente
senza fatica. 

Curriculum

Io sono una principiante
non ho referenze requisiti esperienza
sono ignorante
non ho laurea licenza o diploma
non ho studiato
senza titoli inesperta incapace
approssimativa sono
incompetente imperfetta
inabile superficiale inadatta.

Una dilettante sono
lenta inattiva imprecisa
raffazzonata pressappochista
maldestra
antiestetica sono bassa tarchiata
sono antipatica nera
arrabbiata
quando ho provato a farmi una foto
persino la macchina si è guastata.

Sono asociale individualista
egoista
non ho mai pubblicato
sono gelosa invidiosa fallace
sono ambigua bugiarda banale
inetta disillusa perdente
sono impreparata alla vita
inerme inerte sono
completamente fallita. 

Analisi del vuoto

Ho una faccia qualunque
guarda
anche le braccia e le gambe
ho un paio d’occhi
orecchie come tutti quanti
inutile fare l’inventario
nell’insieme è certo che non manca niente
neppure questo enorme vuoto che abita la mente

Maria Grazia dice che il vuoto non esiste
vuoto sono i nostri fallimenti
il nome dato alle ambizioni nostre
prese di mira da lontano
puntate al centro e fuoco
come barattoli sul masso
dalla canna di un fucile grosso
che piroettano nell’aria
e poi rosse di favilla
s’inceneriscono impalpabili
sfumando lampi in grigio.
mentre il cielo indifferente
assiste sullo sfondo
all’omicidio.

Monica dice
riempiamolo di terra
che mettano radici
i frutti i fiori e l’erba
di paradiso il vuoto si riempia
dove ogni giorno la vanga
scava e affonda
come un mantra una pianta una preghiera
“inchi e sduvaca”  *
come la pioggia sulla terra.

Io dico che non lo volevo
ch’ero sazia piena e viva
come un ruscello una tempesta
come l’aria frizzantina in primavera
io dico ch’ero sana intera esatta
forse complessa
certo articolata
ma completa conclamata
io dico che ve lo regalo
questo vuoto
in cambio fatemi tornare
alla mia riunione circolare
ricomposta nell’intero
precisamente dentro
me
per quel che ero.

*  “riempie e scarica”, espressione in dialetto siciliano riferita al cielo piovoso, alla pioggia, all’alternanza di schiarite, annuvolamenti, temporali

Stelle stelline

Questa è un'ora senza ora
anche perchè non ricordo più
se ce n'è una e quale sia
sessantunesima mi pare
quella in cui renderò grazie
a tutti gli astri della giostra
stelle brillanti
stelle stelline
stellarelle
stelle spente
infinite grazie celesti
per il diletto grazie
il carosello
il vostro lontanissimo luccicare.

Il peso delle ali

ho regalato chili di insonnia a queste costole
ingabbiate su un foglio senza cielo
le ho tastate con le dita
quelle in basso fluttuanti
hanno forma curva
quasi d'ali senza piume
da bambina pensavo che facessero volare
oltre il peso la materia

Mantra

Ripeti come un mantra
l'ultima parola
tienila stretta
baciala
soffia dentro la sua pancia
riempila di doni
colma in bene e gonfia le sue vene
poi lasciala fuggire
esalando in un sospiro
non quiete vento pelle
non luce pianto passio
ma l'oltre indicibile
corpo esposto
stupore in fine arreso
d'eterno divenire.

Un poeta

Guarda com'è fatto un poeta
il cappello inclinato
storto più che disinvolto
le spalle incassate nel collo
a raccogliere la testa
una mano in tasca
bianca l'altra aggrappata
alla borsa di cartacce
di scrittura minuta
ricamata.

Guarda com'è fatto un poeta
nella posa rannicchiata
rigida impacciata
colto di sorpresa con gli occhiali spessi
neri nel cercine e lo sguardo
miope sul naso
dritto all'obiettivo che lo guarda.

Rileva la sagoma del corpo
i punti dell'ombra sulla strada
confronta le distanze
sovrapponi i perimetri
e le masse
valuta specialmente la misura
se s'approssima
anche solo appena
sollevando in punta i piedi
o meglio su una scala
alla sua la tua
statura. 

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