Sovversiva è la parola

tratto da qui

II foglio come luogo della sovversione e del bianco

Sovversivo è il foglio su cui la parola crede d’accamparsi; sovversiva è la parola attorno alla quale il foglio dispiega il suo bianco.

Un passo nella neve è sufficiente a scuotere la montagna.

La neve ignora la sabbia. Eppure in tutte e due è il deserto.

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Dal web: scritti scelti di riflessione 3

http://www.nazioneindiana.com/2009/05/16/verso-il-controllo-totale-e-privacy-2009-a-firenze-il-22-23-maggio/

Verso il Controllo Totale

(temi del convegno del 22 e 23  2009 a Firenze e nota sul premio Big Brother Award Italia 2009")

La diffusione dalla Rete nella vita quotidiana e’ accompagnata da una sua manipolazione sia tecnologica che legale che permettera’ di ottenere un media facilmente censurabile e controllabile.

Con gli stessi mezzi e con un consenso impressionante la Rete viene trasformata in un mezzo di intercettazione preventiva di massa.
Il tecnocontrollo sociale ottenibile fa sembrare l’attivita’ delle polizie segrete dei paesi totalitari del passato un lavoretto artigianale ed improvvisato.

In Italia l’art.50 bis del pacchetto sicurezza obblighera’ gli ISP al filtraggio dei contenuti; la censura completa di qualsiasi contenuto scomodo sara’ ottenuta tramite l’estensione della fattispecie dell’apologia di reato. Il Parlamento europeo ha in cantiere attivita’, come il pacchetto Telecom, che elimineranno la neutralita’ della Rete trasformandola nel piu’ controllato e censurabile mezzo di comunicazione della storia dell’umanita’.

Questo avviene nel disinteresse generalizzato verso la difesa della propria ed altrui privacy, evidenziato non solo dalla indifferenza verso una data retention pervasiva ed obbligatoria per legge, ma anche dalla trascuratezza con cui blogger e partecipanti a comunita’ sociali digitali diffondono i loro dati personali in Rete. La passivita’ totale dei cittadini, soprattutto di quelli che vivono quotidianamente in Rete, verso queste iniziative legislative e tecnologiche rende il quadro se possibile ancora piu’ inquietante. Continua a leggere (le diapositive degli interventi sono associate come link ai nomi degli intervenuti)

N.B.

Qui notizie sui vincitori del Premio "Big Brother Award Italia 2009"  che viene assegnato ogni anno a quelle persone, associazioni e tecnologie, che peggio hanno fatto alla privacy degli italiani nell’ultimo anno.

Dal web: scritti scelti di riflessione 2

http://www.nazioneindiana.com/2009/05/27/senza-vergogna/

Senza vergogna

di Marco Belpoliti

La vergogna non c’è più. Quel sentimento che ci suggeriva di provare un turbamento, oppure un senso d’indegnità di fronte alle conseguenze di una nostra frase o azione, che c’induceva a chinare il capo, abbassare gli occhi, evitare lo sguardo dell’altro, di farci piccoli e timorosi, sembra scomparso.
Ho in mente un passo della Tregua di Primo Levi, proprio all’inizio del libro, dove i giovani soldati russi arrivano in vista del Lager, e dall’alto dei loro cavalli osservano lo spettacolo che si offre ai loro sguardi di vincitori: “Non salutavano, non sorridevano; apparivano oppressi, oltre che da pietà, da un confuso ritegno, che sigillava le loro bocche, e avvinceva i loro occhi allo scenario funereo. Era la stessa vergogna a noi ben nota”.
Levi spiega che la vergogna è il sentimento che lui e i suoi compagni provano dopo le selezioni, oppure ogni volta che assistono ad un oltraggio: la vergogna sentita dal giusto “davanti alla colpa commessa da altrui, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà buona sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa”.
Da qualche tempo mi domando perché si sia perduto questo sentimento così forte, essenziale, e insieme terribile, come mai abbiamo perso questo guardiano o, come dicono gli psicologi, questo strumento essenziale per la salvaguardia di sé. Oggi la vergogna, ma anche il pudore, non costituisce più un freno al trionfo dell’esibizionismo, al voyeurismo, sia tra la gente comune come nelle classi dirigenti. La perdita di valore della vergogna corrisponde alla idealizzazione del banale e dell’insignificante. Lo sguardo ammirato di molti si rivolge non più a persone di rilievo morale o intellettuale, bensì a uomini e donne modesti, anonimi, assolutamente identici all’uomo della strada o alla donna della porta accanto.  continua a leggere

Dal web: scritti scelti di riflessione 1

http://www.marcoguzzi.it/index.php3?cat=nuove_visioni/visualizza.php

di Marco Guzzi

Gli ultimi tempi
L’identità umana rimessa in gioco

La svolta antropologica come causa profonda della crisi di tutte le identità

Viviamo tutti insieme, in diretta mondiale, e in simultanea, la più grande, la più profonda, la più radicale, e quindi anche la più sconvolgente trasformazione culturale di cui abbiamo memoria storica. Ma ancora non ne siamo pienamente consapevoli, e sembra anzi che facciamo a gara a distrarcene, a far finta di niente, e ad occuparci di particolari più o meno insignificanti.
Attraverso questo straordinario processo metabolico, che è in atto in verità da secoli e che procede negli ultimi decenni con un’accelerazione impressionante, ogni concezione teorica, ogni consuetudine sociale, e ogni prassi consolidata, ma anche ogni struttura istituzionale e forma di aggregazione umana, viene sottoposta ad un travaglio, ad una digestione direi, dopo la quale niente è più come prima. continua a a leggere

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