Che cos’è l’arte? Lev Tolstoj

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Il Tolstoj saggista, si sa, non va preso sul serio, soprattutto quando scrive di letteratura. È irricevibile. Il settantenne che nel 1897 dà alle stampe Che cos’è l’arte? assomiglia al suo Chadži-Murat, il guerrigliero ceceno che, sapendo di aver perso la battaglia, spara fino all’ultima pallottola. Sceglie i suoi bersagli con spietata oculatezza: Dante, Shakespeare, Cervantes, Goethe, Puškin, Baudelaire e decine d’altri, incluso l’autore di Guerra e pace, cadono sotto i colpi della distinzione tra «arte buona» e «arte cattiva». Ora questo bellicoso, e a tratti inconfessabilmente divertito, pamphlet torna in due riedizioni: Donzelli ripropone infatti la versione di F. Frassati (Feltrinelli UE 1978), ancora valida, e Mimesis quella di T. Perlini (Gallone 1997), parziale e infestata di refusi, ma ottimamente introdotta. Perlini inserisce il saggio nell’ancora poco esplorata traiettoria dell’«altro Tolstoj» (l’espressione è di P. C. Bori): un Tolstoj a cui «l’arte non basta più» e dedica i suoi ultimi trent’anni a elaborare una «religione universale» che concili il suo razionalismo illuminista con un cristianesimo radicale. continua a leggere

Il mistero dell’ispirazione

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Pasquale Rotunno: Linguaggio, miti letterari e neuroscienze

Per il poeta lo scrivere è sempre una scommessa rischiosa. Tanto più oggi, sommersi come siamo da parole fantasma, parole consumate, usurate, inessenziali. Il frastuono dei mezzi di comunicazione vecchi e nuovi c’inonda di parole coatte, ripetitive, vanamente ciarliere. Il parlare del poeta è divenuto sempre più un parlare contro le parole. La poesia, ha scritto Roland Barthes, è “il linguaggio stesso delle trasgressioni del linguaggio”. E Jean-Paul Sartre ha rilevato: “L’oggetto letterario, quantunque si realizzi mediante il linguaggio, non è mai dato nel linguaggio; è invece, per natura, silenzio e contestazione della parola”. continua a leggere

Loredana Semantica: “L’informe amniotico. (appunti numerati e qualche poesia)” – Finalista Opera Prima 2012

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Loredana Semantica: “L’informe amniotico. (appunti numerati e qualche poesia)” – Finalista Opera Prima 2012

di Rosa Pierno (che ringrazio infinitamente)

Il decorso antiorario delle ore, che scandisce ogni lassa, è la scenografia che consente di intubare nel cunicolo temporale venutosi così a creare l’evento  situato in un futuro già accaduto.  Sorta di cannocchiale a rovescio, in cui poter guardare alle cose passate come se non avessero ancora avuto luogo. Quale opportunità può dare la conoscenza di un evento di cui si conoscano le conseguenze su una scelta che sia ancora da effettuarsi?

Loredana Semantica ha lo sguardo rivolto sia alle pagine profetiche sia alle schermate pubblicitarie, ove il punto in comune è che tutto ci guarda, tutto ci invia un messaggio che dovremmo essere capaci di comprendere, ma che non sappiamo decifrare. In questa frattura, s’installa la valenza tragica di questo testo: continua a leggere

Opera prima 2012, due appunti

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Lunedì, 19 marzo 2012

Opera prima 2012, due appunti

di Giacomo Cerrai

L’iniziativa di Poesia 2.0 “Opera prima”, in collaborazione con la collana omonima edita da Cierre  Grafica e diretta da Flavio Ermini, ha poi trovato qualche settimana fa  il suo esito. Il consiglio editoriiale della collana, sulla base di una  terna espressa dalla giuria (o comitato di lettura) di cui facevo parte  anche io insieme a Giorgio Bonacini, Stefano Guglielmin, Gilberto Isella e Rosa Pierno, ha assegnato il premio, con conseguente pubblicazione  gratuita, a Manuel Micaletto per la silloge “Il piombo e lo specchio”. Gli altri due finalisti erano Loredana Semantica con “L’informe amniotico” e Veronica Sara Pinto con la raccolta “Poesie 2010-2011”. Tutte e tre le opere sono leggibili nella loro interezza [QUI]. I partecipanti erano stati una ventina, il valore molto variegato. Per il 2013 Poesia 2.0 replica, come può leggere [QUI] chi volesse partecipare.

Un’opera prima non è mai tale del tutto, tutte le  dichiarazioni di poetica che hanno accompagnato le raccolte inviate  testimoniano un percorso culturale e creativo già alle spalle, una  riflessione, una maturazione, di cui l’opera prima deve essere il  coagulo. Un’opera prima è sempre qualcosa di interessante,  forse quasi  al di là del suo valore. Perché si spera che offra indizi sul futuro,  degli autori o della poesia in genere, qualche frammento di nuove  tematiche o territori poetici, qualche segnale, per quanto vago, dello  spirito del tempo che spira da queste parti, qualche indicazione sulla  lenta evoluzione della forma e del linguaggio. Non credo che sia  chiedere troppo, in fondo. Era (ed è) almeno questo l’impulso primario  dell’iniziativa. continua a leggere

CHARLES DICKENS [1812-2012] Lento, grave, silenzioso, s’accostò il fantasma.

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CHARLES DICKENS  [1812-2012] Lento, grave, silenzioso, s’accostò il fantasma.

24 marzo 2012

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OLIVER TWIST Fred Barnard [ 1875 ] Per favore, Signore, posso averne un’altra pochina?

Da quasi due secoli, sopravvivendo a traduzioni in tutte le lingue e persino a quelle riduzioni ad usum Delphini che una volta si regalavano ai fanciulli, i personaggi dei romanzi di Charles Dickens, archetipi di qualità e difetti molto umani, infestano amabilmente il suo variegato e vastissimo pubblico di grandi e piccini, lettori semplici o raffinati esegeti che siano. In un alone di mestizia e monito etico, che nemmeno il canonico, ma sempre travagliato, lieto fine riesce a cancellare, ecco allora Oliver Twist venduto dal direttore dell’orfanatrofio all’impresario di pompe funebri Mr. Sowerberry per aver osato chiedere ancora un po’ di minestra, e messo a dormire nel sotterraneo popolato di bare scoperchiate. Ecco il piccolo David Copperfield staffilato ingiustamente …continua a leggere

Il gatto di Fortini

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La parte monografica del prossimo numero nove di Poliscritture sarà dedicato a Franco Fortini. La redazione della rivista ha pubblicato una traccia di lavoro ed aperto un “cantiere” sul grande poeta e saggista, invitando alla collaborazione ed ad inviare materiali relativi alla sua notevole produzione intellettuale, critico-letteraria e poetica.

La traccia di lavoro si può leggere sul sito www.poliscritture.it; gli eventuali materiali vanno inviati al seguente indirizzo email: poliscritture@gmail.com. Il “cantiere” viene avviato con questo testo di Donato Salzarulo, che propongo alla vostra attenzione.

Il gatto di Fortini di Donato Salzarulo

DEL TUO TIMIDO GATTO…

 

Del tuo timido gatto

che scendeva la scala

dell’orto la mattina

con la sua ombra fina

lungo le terrecotte

 

cosa è rimasto? Nulla

fuor che l’impronta impressa

dalle sue zampe nella

gettata di cemento

dove annusava incerto

 

fra le tue grida: “Via,

via di lì, stupidino!”

Era luglio, era aperto

il cielo. Pensai: “Certo

rimarrà sempre un segno”.

 

Ora il cemento è pietra

alle piogge d’ottobre.

Ostinate lo coprono

le foglie senza forma.

Toglile e potrai leggere

 

l’orma di quegli unghioli.

 

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Elio Pagliarani, un omaggio

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E’ mancato Elio Pagliarani, uno dei maggiori poeti del secondo novecento.
Pubblico su Blanc il paragrafo dedicato alla sua ragazza Carla, uscito su Scritti nomadi (Anterem 2001), all’interno di una riflessione sui Novissimi
La ragazza Carla o della parola che salva
L’originalità della Ragazza Carla la colse bene Geno Pampaloni (“Epoca”, 15/6/62), quando riconobbe ad Elio Pagliaraniil merito di avere “intuito un uomo diverso”, preso “nel cerchio dell’alienazione”, eppure vivo, ancora capace d’opporre, istintivamente, la propria singolare esistenza alla storia universale.

La peculiarità di questa opposizione, lo sottointende lo stesso Pampaloni, esula tuttavia da ogni dialettica, da ogni possibile riscatto; lo si comprende appieno – e da qui cominciamo l’analisi – leggendo l’ultimo coro del poemetto:
non c’è risoluzione nel conflitto
storia esistenza fuori dell’amare
altri, anche se amore importi amare
lacrime, se precipiti in errore
o bruci in folle o guasti nel convitto
la vivanda, o sradichi dal fitto
pietà di noi e orgoglio con dolore.
(La ragazza Carla, III, 7)