Del terzo millennio: strascichi post-umani (85) di Enrico Cerquiglini

Sorgente: Del terzo millennio: strascichi post-umani (85) di Enrico Cerquiglini

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Mi seguono senza dirmi niente

Mi seguono senza dirmi niente
da dove vengono
perché mi seguono
cosa trovano nelle mie immagini
di me
del mio risvolto
del verde ocra rosso
dell’ordinarietà del mio essere.

Luce cerco semplicemente luce
fino all’abbaglio celestiale
al bianco di fusione colossale
all’urgenza sul percorso dimenticata
fino alla perdizione che travalica
il pugno che le mosche
sfuggono
la sabbia che scorre a fiumi
tra le dita

Talvolta l’abisso attrae

Talvolta l’abisso attrae di desiderio
come se scendendo verso il nero
raggiungessimo le stelle
guàrdati amico da un certo
sguardo dal fascino perverso
di specchiarti in te stesso
d’incollare all’immagine di te
tutto il potenziale di abbandono
il modo assoluto del trasporto
che vorremmo ci venisse incontro
a infonderci l’acqua la potenza
l’eterna piovana giovinezza
e invece trascina oltre la bellezza
in luogo ingabbiato e provvisorio
dove si perde l’erre (e la esse)
quasi l’essere si liquefacesse
in brodo incandescente
di se stesso

Per la mia festa

Per la mia festa mi chiedo
se di reciproco inceda
o se invece lo smarrimento
sia una nota evidente del capo
se si veda il corpo vacillare
e le certezze il pensiero
questa lanuggine che infiora
le notti calde il piumone
quel girovagare senza meta
dei gesti eleganti cosa traduca
mi chiedo il fascino negli occhi
se veramente la luce si spande
nell’aria come polvere d’ali
senza smalto alle unghie
in quale fumo si converta
l’attrattiva in quale richiamo
sensuale il profumo del mare.

Mi frulla dio in mente

Mi frulla dio in mente
da tre giorni
l’idea che la scrittura
sia un suo dono
che sfiori la lingua
il cuore con la mano
e infonda dentro l’energia
trasmessa dal suo tocco.

Io lo vedo talvolta
in scritti di questo
o di talaltro hanno tutti
un guizzo di divino
anche quando parlano
di sé del tempo
di un incontro mattutino
specialmente
quando parlano di niente.

Il cuore non è mai al sicuro di Patrizia Cavalli

Il cuore non è mai al sicuro e dunque,
fosse pure in silenzio, non vantarti
della vittoria o dell’indifferenza.
Rendi comunque onore a ciò che hai amato
anche quando ti sembra di non amarlo piú.
Te ne stai lí tranquilla? Ti senti soddisfatta?
Potresti finalmente dopo anni
d’ingloriosa incertezza, di smanie e umiliazioni,
rovesciare le parti, essere tu che umili e che comandi? No, non farlo,
fingi piuttosto, fingi l’amore che sentivi
vero, fingi perfettamente e vinci
la natura. L’amore stanco
forse è l’unico perfetto.

Patrizia Cavalli