Manana

Manana

 

Desnuda eres tan simple como una de tus manos

lisa, terrestre, minima, redonda, transparente

tienes lineas de luna, caminos de manzana,

desnuda eres delgata como el trigo desnudo.


Desnuda eres azul como la noche en Cuba,

tienes enredanderas y estrellas en el pelo,

desnuda eres enorme y amarilla

como el verano en una iglesia de oro.


Desnuda eres pequena como una de tus unas,

curca, sutil rosada hasta que nace el dia

y te metes en el subterraneo del mundo


como en un largo tunel de trajes y trabajos:

tu claridad se apaga, se viste, de deshoja

y otra vez vuelve a ser una mano desnuda.

 

Pablo Neruda

 

Mattino

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.


Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.


Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
ed entri nel sotterraneo del mondo


come in una lunga galleria di abiti e faccende:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.

 

Traduzione di Loredana Semantica

La poesia

Fu a quell’età…Venne la poesia
a cercarmi: non so, non so da dove uscì,
da quale inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole, né silenzio,
ma da una strada mi chiamava, dai rami della notte,
all’improvviso tra gli altri,
tra fuochi violenti
o mentre rincasavo solo
era lì senza volto
e mi toccava.

 

Io non sapevo che cosa dire, la mia bocca
non sapeva
chiamare per nome
i miei occhi erano ciechi,
e qualcosa pulsava nella mia anima,
febbre o ali perdute,
e mi formai da solo,
decifrando
quella bruciatura,
e scrissi il primo verso vago,
vago, senza corpo, pura
sciocchezza,
pura saggezza
di colui che nulla sa,
e vidi all’improvviso
il cielo
sgranato
e aperto,
pianeti,
piantagioni  palpitanti,
l’ombra trafitta,
crivellata
da frecce, fuoco e fiori,
la notte travolgente, l’universo.

 

E io, minimo essere,
ebbro del grande vuoto
costellato,
a somiglianza, a immagine
del mistero,
mi sentii parte pura
dell’abisso,
ruotai insieme alle stelle,
e il mio cuore si distese nel vento.

 

di Neftalì Ricardo Reyes Basoalto più noto come Pablo Neruda, poeta e diplomatico cileno, nato a Parral nel 1903, morto a Santiago nel 1973. Nobel per la letteratura nel 1971.