Commento all’opera “Senza titolo” di Maria R. Orlando

orlando

 

Opera: “Senza titolo” di Maria R. Orlando ,tecnica mista su tavola 70×100

L’opera prende dal bianco i suoi colori, ché il dolore ha nel suo punto più acuto un assoluto candore, quello che rapisce i gessi, i segni, ogni parola, tutti i gesti del corpo. E’ quando il tradimento dei sensi conduce alla violenza, quando perde significato la parola protezione, quando nemmeno il senso di possesso ha ragione. E le braccia si fanno mulini, le gambe una pressa. A pugni e schiaffi.  E le armi si fanno altro strumento che propagano una volontà di annientamento. Fucile o pistola o pugnale sono anch’essi dentro, operano presenza in quel colore di sfondo che è il blu-nero freddo e profondo del ferro.

C’è poi l’odio del giallo a pennellate sparse sul piano visuale della materia. Il bianco predomina tuttavia, perché  è nel bianco che si raccontano le sclere di donne aggredite, pugnalate, in ginocchio ferite, violentate, uccise. Mentre il rosso più appariscente è in un solo segno che rimanda al sangue, quasi una croce al centro di un letto – ospedale – obitorio – lenzuolo.

E’ così che avviene, come oggi, ogni tre giorni, una rosa che cade. Quasi una guerra, che ci son uomini portatori del male, indegni di essere uomini, pervasi da una mancanza di sé così dilagante da essere incapaci di accettare un rifiuto, di riconoscere alla compagna, moglie, amante, fidanzata, la natura d’essere libero, di determinare la propria vita, i propri bisogni, primo tra tutti la ricerca della felicità, di compiere le proprie scelte anche in opposizione al volere del maschio, di sbagliare anche, se occorre, di ravvedersi pure. E’ così che alcuni uomini vorrebbero le proprie donne, schiave tenute alla catena dei propri ceppi e nel gesto stesso di sopraffarle, essi danno ragione alle loro vittime, martiri della violenza maschile, dimostrando agli occhi del mondo ch’erano non uomini, ma esseri  immondi da cui fuggire.

Loredana Semantica

l’opera parteciperà all’esposizione contro la violenza e il femminicidio che si terra l’8 marzo 2013 presso l’ex monastero benedettino di Monreale (Palermo)
Annunci

Divagazioni in blue

Roberto Matarazzo ha creato questo bel foglio colorato "divagazione in blue" per ispirazione dal mio testo "Lui ha un segreto a scomparsa" incluso nella mia terza raccolta visual poetica "Ora pro nomi(s)"

Infinite grazie a Roberto.

Lui  ha un segreto a scomparsa. Lei ne raccoglie le gocce. Piove stanotte. Sui fiori le cosce. Nude sui fianchi Penduli seni ondeggianti. Le radici frementi hanno un nucleo vitale. Sulla neve una macchia. C’è del rosso nel sangue. Un ricamo sfolgorante di brina. Filigrana di sangue e velluto. Forse un sasso che sboccia. Di petali e luce. Fa la gara col sole.

Lei lo avverte. Fa la mira più alta. Lui ha uno sguardo preciso. Verso un punto diretto del cielo. Non nasconde la bocca. E’ che lei non la vede. Ha la guardia serrata. Più dura che chiusa. Solo gli occhi a brillare farina. Lui ha le mani blindate un esempio di muro. Non fa doni. Pressa sempre bisogni. Lei li vede e soccombe.

Lui ambisce di tutto. Lei di star bene. Non si vedono oltre. Lei parla piano piega sempre la testa. Non s’arrende. Lui parla forte alza sempre la testa. Non s’arrende. Si sorridono al buio. La promessa del fuoco. Un anello che lega. E’ un battesimo il primo.  Si attendono al varco . La foce del delta. Si chiamano  a volte  svettando distanza.  Allusioni nel vuoto senza nomi.

Solitude

foto SalaBoli flick’r

Siamo satelliti del vuoto

candele buie nella notte

lattee, lanuginose

solitarie sfilacciate infine

tremolanti come polsi in tachicardia

conduciamo i nostri corpi

verso il nulla delle ossa

come pronte al salto

in un caveau di luce

dentro uno specchio colmo

i nostri occhi scoperti

dolci nel silenzio degli assiomi

neri sul sagrato incatenato

soli tra i veli opachi delle ombre

per la moltitudine dei quanti

intrisi e a noi fratelli

in solitudine.

da un intreccio di sinapsi poetica con A Taravella

Sinergia

Creare per arte è un dis-continuo flusso di sensi ed energia spirituale che si accende per soffi impalpabili o potenti.

Del momento creativo, della sua concretizzazione riporto qui in esempio frutto di sinergia con Roberto Matarazzo a cui va un ringraziamento speciale per la feconda, instancabile e generosa  arte, per l’intelligente sensibilità creativa.

Roberto per ispirazione dalla mia poesia  “Sfavillio” ha elaborato l’immagine sottostante "Amorosa Semantica"; io a mia volta per ispirazione e commento  ho formulato le parole della poesia a seguire “Giallo è il punto rosso” .

Sfavillio

 

Innamorarsi è un attimo

contro la parete bianca

penombra verdeggiante

liquida e beffarda

un salmone argenteo

che nel guizzo

risale la corrente

le pupille d’acero filante

s’allargano di luce

affondando nere nell’addio

un abbraccio brevissimo

e la gola

d’apnea rossa s’annoda

all’ugola trafitta da stupore

chiodi sopra il muscolo cardiaco

come fosse un puntaspilli

annegato nella stretta

pulsante il cuore grida

al vento quasi morto

amore t’amo

l’afasia di mille volte.

 

 

Giallo è il punto rosso

 

Giallo è il punto rosso

dentro

l’utero profondo a fecondare

immagini in crescendo

e gerundi da spiare.

L’essere nel cerchio

che s’allunga in braccia

sfrangiate agli estremi in mille dita

e seno gonfio come testa

d’uomo  che trascende

ambiguamente in donna

forme arpionate a vaste corde

prolungano un amplesso di sostegno

o ratto a ghermire nuda

la figura di Proserpina

riversa tutta indietro

abbandonata

per conato di strenua

resistenza.

Colori fusi e azzurri sopra piani

infiniti innumerevoli adoranti

l’estro femminile a partorire

incanti.