Wislawa Szymborska. Discorso tenuto in occasione del conferimento del Premio Nobel

tratto da qui

In un discorso, pare, la prima frase è sempre la più difficile. E dunque l’ho già alle mie spalle… Ma sento che anche le frasi successive saranno difficili, la terza, la sesta, la decima, fino all’ultima, perché devo parlare della poesia. Su questo argomento mi sono pronunciata di rado, quasi mai. E sempre accompagnata dalla convinzione di non farlo nel migliore dei modi. Per questo il mio discorso non sarà troppo lungo. Ogni imperfezione è più facile da sopportare se la si serve a piccole dosi.  continua a leggere

I bambini di Terezin

tratto da qui

Mai scenda il silenzio

“La memoria costruisce templi contro la morte. Dio non è che materia filata dai ricordi.”

(In memoria di M.M. e A.M.)

    Il ghetto di Terezin durante la seconda guerra mondiale fu il maggiore campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia. Fu costruito come campo di passaggio per tutti gli ebrei del cosiddetto “Protettorato di Boemia e Moravia”, istituito dai nazisti dopo l’occupazione della Cecoslovacchia, prima che gli stessi venissero deportati nei campi di sterminio nei territori orientali. Più tardi vi furono deportati anche gli ebrei della Germania, Austria, Olanda e Danimarca. Nel periodo in cui durò il ghetto – dal 24 novembre 1941 fino alla liberazione avvenuta l’8 maggio 1945 – passarono per lo stesso 140.000 prigionieri. Proprio a Terezin perirono circa 35.000 detenuti. Degli 87.000 prigionieri deportati a Est, dopo la guerra fecero ritorno solo 3.097 persone. continua a leggere

Con Luigi

Con luigi c'incontrammo nell'equivoco
discorrendo di cavalli e di quasimodo
lui che diceva piove persino ed è domenica
su di me che sono "tuttoscritto mortalissimo"
a persistere "nell'anormale"
"a scrivere stronzate"
sino alla fine "prossima.
non dovendo ormai vivere a lungo
il delirio del sonno d'Iddio".
Oggi ch'è il suo risveglio
con gli altri tutti poeti
là fuori piove
anche se non è domenica. 

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/marche/2011/02/23/visualizza_new.html_1583964136.html

http://ellisse.altervista.org/index.php?%2Fplugin%2Ftag%2Fluigi+di+ruscio 

 

Cerco una conclusione, finalmente

« La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina»

che cosa fai? ( mi dicono sovente ): io rispondo niente (qualche volta):

[ oppure

rispondo invece (qualche volta) niente:

e certe volte dico: troppe cose, per

[ dirtele

(niente però che importa: e niente poi nemmeno che mi importa):(considerato

[ che,

tira e molla, non m’importa di niente): (seguo soltanto, tante volte, appena,

questo basso bisbis di un bisbidis, che mi ronza qui dentro, debolmente, senza,

neanche più diventarmi parola, frase, verso):

cerco una conclusione, finalmente:

 

Edoardo Sanguineti, poeta, scrittore, Genova, 1930 – 18 maggio 2010

In fondo al mare

I miei occhi giacciono

in fondo al mare

nel cuore delle alghe

e dei coralli.

                 Peppino Impastato

 

In memoria

In fondo al mare

i suoi occhi

sortiscono l’abisso

curva di destino avverso

come innocente capretto

innato collo al ceppo

cima che stringe il cappio

áncora nel nero

ma se dire possiamo un fosso

farsi bene o solco o seme

se germoglia il sangue

rinato dagli anfiossi

dal cuore delle alghe

di fuoco si fa il rosa

dei coralli.

 

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