Del terzo millennio: strascichi post-umani (85) di Enrico Cerquiglini

Sorgente: Del terzo millennio: strascichi post-umani (85) di Enrico Cerquiglini

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Mi seguono senza dirmi niente

Mi seguono senza dirmi niente
da dove vengono
perché mi seguono
cosa trovano nelle mie immagini
di me
del mio risvolto
del verde ocra rosso
dell’ordinarietà del mio essere.

Luce cerco semplicemente luce
fino all’abbaglio celestiale
al bianco di fusione colossale
all’urgenza sul percorso dimenticata
fino alla perdizione che travalica
il pugno che le mosche
sfuggono
la sabbia che scorre a fiumi
tra le dita

Spegnerti come potessi

spegnerti come potessi
una lampada
che luccicante fervore
s’accende per lo sguardo
al ricevimento d’ occhi
come traguardo come sollievo
ora che non rispondi e neghi
volti le spalle e t’involi
ecco un epilogo scontato e lieto
tutto risolto quindi in questa pena
che dissipa costantemente dissipa
lo squilibrio nel possesso
spiace solo che
non abbia compreso la certezza
l’indignazione della modesta offerta
non dell’anima ma del sesso
che offrirsi nudo
ed essere rifiutato solo
questa sarebbe stata
malagrazia

L’amore delle montagne di Juan Carlos Galeano

L’amore delle montagne è una cosa seria

Le montagne amano a qualunque età. Una montagna con
milioni di anni si innamora di una persona di venti.

Una montagna addormentata aspetta per migliaia di anni
un bacio da chiunque.

La montagna a forma di coppa vuole che la bacino solo
gli angeli.

Le montagne che ne amano altre lo esprimono semplicemente
scambiandosi stormi di uccelli.

Guardando indietro, un uomo si rende conto che una
montagna lo ha seguito.

La montagna che ulula d’amore è davvero una fiera.

Con solo un poco di riso e acqua ogni giorno, una
montagna è più alta e più saggia.

(Le montagne di soldi e di panni da lavare non provano
gli stessi sentimenti).

Juan Carlos Galeano – Amazzonia

Prima che s’indurisca

Prima che s’indurisca
prima che si raffreddi
prima che tutto il corpo
marcisca ignaro e indifferente
per ogni volta che a capo chino
il lavacro e i tentacoli
per ogni lavacro tentacolare
per i segnacoli incolti
ignoti segnacoli inconsapevoli
per la scimitarra e la ciminiera
per il drago che urge sulla schiena
per le scuse travolte e tradotte
in ogni messaggio ai quattro venti
come un’eco
per lo svenimento che si alimenta
d’ansia traumatica riversa
in ciò che conviene
per consolazione di tutta la banalità
dell’irrisolto mondo
la rossa granita sanguigna
di fantastici gelsi.
Ve la offro se volete.