Dovessi descriverlo

Dovessi descriverlo direi
è uno spaccato d’ossa
che si spezza in due e poi
in mille frammenti come coriandoli ricade.

Ricade mentre Erinni scapigliate
rotolano lungo i fianchi del Citerone
dovrei amarla quella bocca
scoperta adesso la chimera
e solo perché lei lo dice bravo
bravissimo davvero.

Una volta invero trovavo affascinante
quel continuo scartare e lo sfoggio
di citazioni erudite e i nomi a caso
ora roba già vista oscura dissociata
intanto il piatto è all in e tutto intero
per lui o un altro è da vedere.

L’Olimpo intanto splende lontano
proprio da un’altra parte
e il mostro Titano è senza pace
gli si rivoltano le viscere sull’antefatto
gronda di sangue il perimetro
come la scena efferata di un delitto
ma è una trasposizione distorta
artefatta una resa alienata
sul torbido urlo della coscieza.

Infine una voce santa
trema al vento e calma
placa il ribollire d’onde
il fremito della terra
e tutto si quieta in te
in Te.

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