Omaggio a Mark Strand

The end

Not every man knows what he shall sing at the end,
Watching the pier as the ship sails away, or what it will seem like
When he’s held by the sea’s roar, motionless, there at the end,
Or what he shall hope for once it is clear that he’ll never go back.

When the time has passed to prune the rose or caress the cat,
When the sunset torching the lawn and the full moon icing it down
No longer appear, not every man knows what he’ll discover instead.
When the weight of the past leans against nothing, and the sky

Is no more than remembered light, and the stories of cirrus
And cumulus come to a close, and all the birds are suspended in flight,
Not every man knows what is waiting for him, or what he shall sing
When the ship he is on slips into darkness, there at the end.

Mark Strand

La fine

Nessun uomo sa cosa cantare alla fine
guardando il molo come nave che salpi o qualunque cosa sembri
quando egli è rapito dal ruggito del mare,  immobile, lì alla fine
o cosa sperare essendo chiaro ormai che non tornerà più indietro

Quando il tempo trascorre potando le rose o accarezzando il gatto
mentre il tramonto incendia il prato o la luna piena imbianca la terra
non sembra lungo, nessun uomo invece sa cosa troverà
quando il peso del passato  sporge  tra il nulla e il cielo

Non c’è altro che il ricordo della luce e trame di cirri
nuvole che si chiudono dense e uccelli sospesi in volo
nessun uomo sa cosa l’aspetta o cosa cantare
quando la nave scende nell’oscurità, lì alla fine

(Mark Strand traduzione di Loredana Semantica)