Respira profondo e taci

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Respira profondo e taci
taci e respira profondo
recita quando serve il mantra
del coraggio
i monaci scelgono la morte
facendosi imbalsamare dalla vita
mangiando bacche di bosco
semi nocciole cortecce radici
e un infuso tossico per vomitare.

Tu invece combatti
non smettere di lottare
non c’è alcuna gloria
a farsi mummia per restare
incontaminati e intatti
come un tempio di carne
rinsecchita.

Si decomponga il corpo
com’è sua natura a fine corsa
e torni a far parte del ciclo vitale
in un fiore un albero
nell’erba verde
nel rosso di un papavero
nei chicchi perfetti di un melograno
di una spiga

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Tuona che sembra

Tuona che sembra si spacchino i cieli
e il fulmine squarcia senza pietà
allo stesso modo vorrei
che mi si strappasse il petto
di tremendo fragore
senza dolore
una cosa atmosferica naturale
liberatoria fenomenale
come se l’accumulo dentro
fossero nubi pesanti d’acqua
che necessita al suolo
gli dà vita e ristoro
mentre gorgoglia nella bocca
e gonfia
un grumo nero
che lievita pioggia.

Dicono che si scrive

Io non scrivo per rompere il silenzio
ma per proclamarlo

Dicono che si scrive
per non imbracciare un fucile
e sparare.

Io sparerei a volte
non a ladri assassini e stupratori
folli balordi e disonesti
ma alle persone normali
tutte prese dalla loro normalità
di esseri superiori.

Poi contemplandoli da questa rocca
girerei il fucile
e mi sparerei in bocca