Vi consegno l’occhio fantastico

Vi consegno l’occhio fantastico
l’interminabile volo i caroselli
le albe magnifiche
i castelli
l’aria che frullando li riempie
le dita instancabili come
le piume degli uccelli
liberi nel cielo
le loro ali e gabbie e penne
l’incontinenza delle rondini
dentro le loro evoluzioni.

Dobbiamo uccidere la bestia

Dobbiamo uccidere la bestia
quella che vola e l’altra che morde
siano in groppa le ali dense
e piume aperte a ventaglio
come le mani sul mondo (bastardo).

Dobbiamo conficcare i tori
con un affondo di banderillas e spade
non più di cinque
fino a vederli crollare
sul suolo di sangue
una riga sul collo.

Le mie parole non sanno

Le mie parole non sanno
escono a fiotti dall’ universo giallo
c’è come un sentore d’ambra
uno zampillo strano nell’orecchio
nuoto all’indietro dentro l’ombra
capovolgo l’occhio nel cervello.

L’estate dell’anno

L’estate dell’anno duemilatredici
benedetto dal signore
sarà per sempre dei voli
battezzata senz’acqua col suo nome
dall’aria da un occhio imperfetto
dalle mie folli mani

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