Commento all’opera “Senza titolo” di Maria R. Orlando

orlando

 

Opera: “Senza titolo” di Maria R. Orlando ,tecnica mista su tavola 70×100

L’opera prende dal bianco i suoi colori, ché il dolore ha nel suo punto più acuto un assoluto candore, quello che rapisce i gessi, i segni, ogni parola, tutti i gesti del corpo. E’ quando il tradimento dei sensi conduce alla violenza, quando perde significato la parola protezione, quando nemmeno il senso di possesso ha ragione. E le braccia si fanno mulini, le gambe una pressa. A pugni e schiaffi.  E le armi si fanno altro strumento che propagano una volontà di annientamento. Fucile o pistola o pugnale sono anch’essi dentro, operano presenza in quel colore di sfondo che è il blu-nero freddo e profondo del ferro.

C’è poi l’odio del giallo a pennellate sparse sul piano visuale della materia. Il bianco predomina tuttavia, perché  è nel bianco che si raccontano le sclere di donne aggredite, pugnalate, in ginocchio ferite, violentate, uccise. Mentre il rosso più appariscente è in un solo segno che rimanda al sangue, quasi una croce al centro di un letto – ospedale – obitorio – lenzuolo.

E’ così che avviene, come oggi, ogni tre giorni, una rosa che cade. Quasi una guerra, che ci son uomini portatori del male, indegni di essere uomini, pervasi da una mancanza di sé così dilagante da essere incapaci di accettare un rifiuto, di riconoscere alla compagna, moglie, amante, fidanzata, la natura d’essere libero, di determinare la propria vita, i propri bisogni, primo tra tutti la ricerca della felicità, di compiere le proprie scelte anche in opposizione al volere del maschio, di sbagliare anche, se occorre, di ravvedersi pure. E’ così che alcuni uomini vorrebbero le proprie donne, schiave tenute alla catena dei propri ceppi e nel gesto stesso di sopraffarle, essi danno ragione alle loro vittime, martiri della violenza maschile, dimostrando agli occhi del mondo ch’erano non uomini, ma esseri  immondi da cui fuggire.

Loredana Semantica

l’opera parteciperà all’esposizione contro la violenza e il femminicidio che si terra l’8 marzo 2013 presso l’ex monastero benedettino di Monreale (Palermo)

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