Dovrei un nuovo stato

Dovrei un nuovo stato
cambiare la copertina
mettere l’angelo col lago rosso
che pare gli fiorisca dal costato
chiedere se è veggenza o pura coincidenza
averlo creato la notte prima
e battere cadendo nello spigolo
il giorno dopo di prima mattina
quasi nello stesso punto colorato
sulla scala di marmo del gradino.

Battere pesantemente
come lo scroscio improvviso di pioggia
scivolando tra le infradito nere
e il leggero strato di fango
dove tutto era introflesso
concentrato nella gabbia
dal respiro leggero trattenuto
sul limitare di dilatazione
alla voce che si voltola sul letto
fino a sentire le costole cricchiare.

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