Loredana Semantica: stanotte ho sognato

La mia poesia Stanotte ho sognato è pubblicata su litblog Viadellebelledonne.

Loredana Semantica: stanotte ho sognato.

Grazie ad Antonella Pizzo

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Stanotte ho sognato

Stanotte ho sognato che stavo male
appoggiavo sulla guancia il dorso
della mano e la sentivo calda
nel sogno pensavo ho la febbre
non posso andare a lavorare.
 
Dicono che i sogni si realizzino al contrario
che esprimano un timore
un desiderio inconfessato
forse mi preparo al licenziamento
secondo il progetto del governo
rendendomi prima del tempo
impiegato inutile e inefficiente.
 
Vero che c’era anche caldo
sotto le coperte pesanti
quando l’estate è ormai vicina
e il termometro segna venti gradi
ma lo stesso penso che in qualche modo
lavorare così mi faccia male.

Questa è la mia anima

(foto di Cristina Tiurean)

Questa è la mia anima
come un albero che allunga
i suoi rami verso il fiume
che pare pianga e invece
nell’acqua
bagna le sue fronde.

Il verde sfumato della nebbia
avvolge ogni cosa
e la confonde
alla foschia dei luoghi
al riflesso dei sassi
alle canne che attendono qualcosa
facendo da contorno al tronco
piegato nero contorto
e nel quadro opaco tutta la natura
pur scorrendo come fiume
sembra immota.

Il cielo di un colore incerto
appare scuro in certe zone
in altre è di un grigio diverso
mentre tende a un tono piatto
all’orizzonte
il bianco nell’insieme
più che un’evidenza
appare sullo sfondo
una promessa che oltre
forando quella coltre
debba rivelarsi esistere
insolito speciale sfolgorante
di luce inverosimile
votatasi all’inestinguibile.

C’era un angelo muto

Alessandro Tocco

(foto di Alessandro Tocco)

C’era un angelo muto
con la bocca di pietra
smangiata consunta
aveva le labbra
tormentate dal vento
le braccia levate
gli occhi al suo fianco
era dentro una foto
in bianco e nero
di marmo.

Bisogna farsi bavaglio
davanti a un angelo muto
nella gola annegare
sprofondando tra i denti
non avere parole
e nemmeno ruscelli
spegnere il sole nel buio
coniugare in più tempi
in tutti i modi possibili
il verbo tacere.

Ammutolire fino al profondo
fino ai polmoni  al bacino
alle dita dei piedi
alle radici alla terra
al silenzio.