Opera prima 2012, due appunti

tratto da qui

Lunedì, 19 marzo 2012

Opera prima 2012, due appunti

di Giacomo Cerrai

L’iniziativa di Poesia 2.0 “Opera prima”, in collaborazione con la collana omonima edita da Cierre  Grafica e diretta da Flavio Ermini, ha poi trovato qualche settimana fa  il suo esito. Il consiglio editoriiale della collana, sulla base di una  terna espressa dalla giuria (o comitato di lettura) di cui facevo parte  anche io insieme a Giorgio Bonacini, Stefano Guglielmin, Gilberto Isella e Rosa Pierno, ha assegnato il premio, con conseguente pubblicazione  gratuita, a Manuel Micaletto per la silloge “Il piombo e lo specchio”. Gli altri due finalisti erano Loredana Semantica con “L’informe amniotico” e Veronica Sara Pinto con la raccolta “Poesie 2010-2011”. Tutte e tre le opere sono leggibili nella loro interezza [QUI]. I partecipanti erano stati una ventina, il valore molto variegato. Per il 2013 Poesia 2.0 replica, come può leggere [QUI] chi volesse partecipare.

Un’opera prima non è mai tale del tutto, tutte le  dichiarazioni di poetica che hanno accompagnato le raccolte inviate  testimoniano un percorso culturale e creativo già alle spalle, una  riflessione, una maturazione, di cui l’opera prima deve essere il  coagulo. Un’opera prima è sempre qualcosa di interessante,  forse quasi  al di là del suo valore. Perché si spera che offra indizi sul futuro,  degli autori o della poesia in genere, qualche frammento di nuove  tematiche o territori poetici, qualche segnale, per quanto vago, dello  spirito del tempo che spira da queste parti, qualche indicazione sulla  lenta evoluzione della forma e del linguaggio. Non credo che sia  chiedere troppo, in fondo. Era (ed è) almeno questo l’impulso primario  dell’iniziativa. continua a leggere

CHARLES DICKENS [1812-2012] Lento, grave, silenzioso, s’accostò il fantasma.

tratto da qui

CHARLES DICKENS  [1812-2012] Lento, grave, silenzioso, s’accostò il fantasma.

24 marzo 2012

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OLIVER TWIST Fred Barnard [ 1875 ] Per favore, Signore, posso averne un’altra pochina?

Da quasi due secoli, sopravvivendo a traduzioni in tutte le lingue e persino a quelle riduzioni ad usum Delphini che una volta si regalavano ai fanciulli, i personaggi dei romanzi di Charles Dickens, archetipi di qualità e difetti molto umani, infestano amabilmente il suo variegato e vastissimo pubblico di grandi e piccini, lettori semplici o raffinati esegeti che siano. In un alone di mestizia e monito etico, che nemmeno il canonico, ma sempre travagliato, lieto fine riesce a cancellare, ecco allora Oliver Twist venduto dal direttore dell’orfanatrofio all’impresario di pompe funebri Mr. Sowerberry per aver osato chiedere ancora un po’ di minestra, e messo a dormire nel sotterraneo popolato di bare scoperchiate. Ecco il piccolo David Copperfield staffilato ingiustamente …continua a leggere

E’ una cosa profonda

E’ una cosa profonda
la noia che talvolta prende
che non è proprio noia
piuttosto una nausea
che cresce e che muove
a un viaggio forzato
senza sbocchi e d’inerzia
tutt’intorno alla stanza
e anche oltre la porta
sulla strada la piazza.
 
Dove gli occhi non incontrano
occhi né luce di sguardo
dove ogni viso è uno specchio
spietato patetico o brutto
tanto se giovane o adolescente
tormentato da crateri di brufoli
e da quattro baffetti di peli
che se vecchio e maturo
arato da tremila incolmabili
solchi di rughe.

Ti muovi arretrando

Ti muovi arretrando

verso un luogo ch’è spazio

indifferenza enorme distanza

irraggiungibile luogo dove

il corpo è presente

e separata la mente

Il gatto di Fortini

tratto da qui

La parte monografica del prossimo numero nove di Poliscritture sarà dedicato a Franco Fortini. La redazione della rivista ha pubblicato una traccia di lavoro ed aperto un “cantiere” sul grande poeta e saggista, invitando alla collaborazione ed ad inviare materiali relativi alla sua notevole produzione intellettuale, critico-letteraria e poetica.

La traccia di lavoro si può leggere sul sito www.poliscritture.it; gli eventuali materiali vanno inviati al seguente indirizzo email: poliscritture@gmail.com. Il “cantiere” viene avviato con questo testo di Donato Salzarulo, che propongo alla vostra attenzione.

Il gatto di Fortini di Donato Salzarulo

DEL TUO TIMIDO GATTO…

 

Del tuo timido gatto

che scendeva la scala

dell’orto la mattina

con la sua ombra fina

lungo le terrecotte

 

cosa è rimasto? Nulla

fuor che l’impronta impressa

dalle sue zampe nella

gettata di cemento

dove annusava incerto

 

fra le tue grida: “Via,

via di lì, stupidino!”

Era luglio, era aperto

il cielo. Pensai: “Certo

rimarrà sempre un segno”.

 

Ora il cemento è pietra

alle piogge d’ottobre.

Ostinate lo coprono

le foglie senza forma.

Toglile e potrai leggere

 

l’orma di quegli unghioli.

 

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Elio Pagliarani, un omaggio

tratto da qui

E’ mancato Elio Pagliarani, uno dei maggiori poeti del secondo novecento.
Pubblico su Blanc il paragrafo dedicato alla sua ragazza Carla, uscito su Scritti nomadi (Anterem 2001), all’interno di una riflessione sui Novissimi
La ragazza Carla o della parola che salva
L’originalità della Ragazza Carla la colse bene Geno Pampaloni (“Epoca”, 15/6/62), quando riconobbe ad Elio Pagliaraniil merito di avere “intuito un uomo diverso”, preso “nel cerchio dell’alienazione”, eppure vivo, ancora capace d’opporre, istintivamente, la propria singolare esistenza alla storia universale.

La peculiarità di questa opposizione, lo sottointende lo stesso Pampaloni, esula tuttavia da ogni dialettica, da ogni possibile riscatto; lo si comprende appieno – e da qui cominciamo l’analisi – leggendo l’ultimo coro del poemetto:
non c’è risoluzione nel conflitto
storia esistenza fuori dell’amare
altri, anche se amore importi amare
lacrime, se precipiti in errore
o bruci in folle o guasti nel convitto
la vivanda, o sradichi dal fitto
pietà di noi e orgoglio con dolore.
(La ragazza Carla, III, 7)

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