La poesia cambia il mondo

tratto da qui

“La poesia cambia il mondo”

di: Anna Vasta – 25 dicembre 2011

No, non si tratta del manifesto di una nuova avanguardia di poeti guerrieri, eterei cavalieri Jedi (Roberto Galaverni in “Il poeta è un cavaliere Jedi” – Fazi Editore) impegnati in una lotta senza quartiere contro le forze negative, portatrici d’irrealtà e di morte, incarnate nell’ “Impero” (Star Wars). È il tema di un dibattito sulla poesia- che cos’è la poesia e se ha ancora una sua ragion d’essere in una contemporaneità che sembra ignorarla, e misconoscerle ogni senso- che si sta svolgendo da qualche giorno sulle pagine culturali del Corriere della sera. continua a leggere

Il giorno che il Verbo

Il giorno che il Verbo
fattosi carne
venne alla luce
c’erano angeli intorno
un freddo di neve
c’era l’umile gente dei luoghi
c’erano un padre una madre e un progetto nei cieli
c’era una notte d’incanto le stelle gioiose
e tutto questo era vero
nel segno nuovo d’attesa
di un Salvatore.

Buon Natale

Oggi oltre 100 accessi a questo blog con la voce di ricerca “Buon Natale”. Mi metto a disposizione per aiutare nella ricerca di qualcosa, evidentemente, “perduto” qui, probabilmente a causa della migrazione a cui mi ha costretto la chiusura di splinder.

Com’è che tutti tacciono?

Com’è che tutti tacciono?
Anche se apparentemente parlano molto
Com’è che tutto sembra sciocco?
Alcuni lo vedo bene
aprono bocca
dentro vi passa il vento
emettono la voce
vibrano le corde vocali
eppure in ogni luogo
il silenzio domina
col nulla impera.

E’ ritratto d’umano

E’ ri tratto d’umano relazionarsi
per affinità amichevoli
alimentare un’intesa di scambio e d’omaggi
che rende falsi e s’espande
come sorrisi tirati sui denti
rigidi sguardi rivolti
spenti anche gli occhi
quasi un controllo totale
l’assenza di slanci
il freddo diffuso congela anche l’aria.

Un vago ronzare

Ogni parola è testimone
dell’impossibiltà di scardinare il mondo
come una porta che crolla
divelte le molli cerniere
così sarebbe l’impalcatura
calcinacci e scroscio di muratura.

Tutte le parole
sono estranee lontane sbagliate
tutte inverosimilmente sfruttate
non una fresca vera
non una
appena un poco
viva.

Un vago ronzare
di parole insulse
continuamente satura l’aria
metto alle orecchie conchiglie
ascolto solo il rumore del mare.

A proposito

A proposito di morte
mi piacerebbe parlare
di resurrezione
accecante luce
radiazioni
di corpi
che lasciano l’impronta
rovesciando lapidi
tornando carne e vita
sindone promessa
d’ogni singolo uomo.

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