14 A questo punto

A questo punto
quattordicesimo ritengo
sono anch'io preda indifesa
del male autoreferenziale. 

Scrivo infatti
e solo mie poesie
e il mio io
mentre le scrivo
le legge di nascosto alle mie spalle
mie le foto 
battiti di luce
tra le ciglia dei miei occhi
miei i pensieri
abbandonati nella testa mia
cavo ovale d’ossa che pure mi appartiene.

Tutto sento mio
come seconda pelle
sinapsi delle stelle
collisione di neuroni
per questo a volte temo
d'essere affetta da un’altra malattia
la smania di possesso. 

Le altre donne

tratto da qui

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».

Osservo le ragazze che entrano ed escono dalla Questura, in questi giorni: portano borse firmate grandi come valige, scarpe di Manolo Blanick, occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto. È per avere questo che passano le notti travestite da infermiere a fingere di fare iniezioni e farsele fare da un vecchio miliardario ossessionato dalla sua virilità. E’ perché pensano che avere fortuna sia questo: una valigia di Luis Vuitton al braccio e un autista come Lele Mora. Lo pensano perché questo hanno visto e sentito, questo propone l’esempio al potere, la sua tv e le sue leader, le politiche fatte eleggere per le loro doti di maitresse, le starlette televisive che diventano titolari di ministeri.
Ancora una volta, il baratro non è politico: è culturale. E’ l’assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. L’assenza di un’alternativa altrettanto convincente. E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello. continua a leggere
 

Girandola

Una mia sequenza d'immagini dal titolo "girandola". La sequenza è pubblicata su facebook.
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Qui dentro io sono il sovrano

Qui dentro io sono il sovrano
e mi appartengono tutti i colori:
l’azzurro del cielo-gabbiano,
l’inchiostro del mare spurgato da un polipo,
e le gialle campanule di un cotone stampato,
e il rosso sudore dell’arida terra,
e l’aureo torrente delle foglie autunnali.
Tutto ciò mi fu dato e sottratto e ridato
nel mio zoppicante destino, nella mia eterna guerra
per sopravvivere, in questo tremito di acetilene,
e troppe volte gli ho detto addio,
ben sapendo che tutto sarebbe durato
anche senza di me, anche se mi appartiene,
anche se non è mio.

Angelo Maria Ripellino