40.39.38

40

ho taciuto dei quaranta verbi.

e sono sparita

rendendo interno

il mio ventre rosato

conca invisibile

nel cui incavo ho prodotto

tane lieviti figli primogeniti

doni impacchettati di natale.

39

ho taciuto il cranio

un cervello di volute

un capo piccolo

contenuto in una mano

minuto da uccellino

il luogo dove scocca la scintilla

e una massa sempre informe di capelli

trentanove filamenti

a incandescenza di neuroni.

38

ho taciuto il nome infine

fino allo spasimo

mostrando il lato trentottesimo

che rifiuta i chiodi

il crocifisso in legno

issato sulla croce

dove corde legano le mani

entrambe alla corteccia

alla bocca al petto spalancato

le sue ramificate braccia

le articolazioni della vita

che si snoda contratta

contraffatta. 

Trinità lunare

Ottima luna
la direi piena
se non fosse ombrosa
e tonda luminosa
la direi nel canto melodiosa
luna bianca abbagliante
costantemente galleggiante
luna di luce lunare
fievole cupa celeste
luna nascosta dai flutti
a milioni di occhi
nel buio una buca gli spruzzi
luna di raggi vestita
versati con calma
nella calma pianeggiante
di uno specchio.

 

Luna dei passi lasciati
curiosa cangiante tortuosa
luna burrosa
ruggente libera ariosa
luna scavata di tane
nei crateri di roccia scabrosa
luna dai molti sentieri e corrosa
da quarantuno cunicoli scuri
luna infiorata di trame
luna centrale
solenne solare imperiosa
icona perfetta lunare
incollata al soffitto
con-chiusa a cameo
nel suo magnifico opale.

 

Luna affamata
luna da lupi
ringhiosa colante afflosciata
luna fantastica luna
divelta spaccata dannata
luna splendente di bruma
incantata rosata offuscata
fredda di neve gelata
luna piangente
sfruttata aggredita aggrappata  
luna tenace
nel grembo radicata
immensa indicibile amata
luna accecante
ad ogni metro più grande
satolla saziata
luna brillante repleta ripiena
d’indicibile immane.

Prede e predatori

tratto da qui 

Prede e predatori

Racconto tratto da “Pesci, uomini e lupi”  di Daniele Gigli – L’orecchio di Van Gogh, 2005
 

OK, vi insegno a prendere i pesci con le mani ma è necessaria una premessa: saranno ammessi al corso solo coloro che sapranno capire che non c’è ferocia ne’ atrocità nella quotidiana lotta tra prede e predatori e che riusciranno a vedere nei ragazzi del branco selvaggio solo degli animali tra gli animali, guidati unicamente dal loro istinto e per i quali la pesca con le mani aveva il significato di una tecnica di sopravvivenza in un mondo primitivo.
Innanzitutto dimenticatevi di aver ricevuto un’educazione, un’istruzione e svariate fregature che vi hanno insegnato a diffidare e per le quali avete smesso di essere romantici e di credere ai sogni e cercate il vostro io bambino, quello in cui l’istinto ancora la faceva da padrone, l’animale che è in voi per intenderci. 

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47.48

C'è un'ispirazione al grado zero
una semantica povera di av-verbi
un'alberatura che non rema
abbrivio assente che assintuma *
non naviga quest'ora
per quanto sia quaratottesima
ansa scordata che nei senza annega

 

Poi arriva il gelo
che ha occhi spalancati e fissi
quando cercare non ha rami
quando i segni sono morti
e non arrivano segnali
quarantasette scomuniche di senso
a dondolare di silenzio
che reclama la sua ora
e ne fa scempio.   

 * dal dialetto siciliano, voce del verbo assintumare: ammutolire, restare di stucco, paralizzati

  *dal dialetto siciliano, voce del verbo assintumare: restare di stucco, ammutolire, restare paralizzati  

  

Luminosissima

Se come foglia volteggio
se salgo volando
se stingo se scendo
se mi accendo se brucio
se scrivo giocando
se gioco scrivendo
lo devo a te
mia prediletta foglia
luminosissima stella
di primavera
cuore forgiato nel fuoco
mio sole più sacro
benedetto
a trentamila gradi
d'amianto.