Vita che non paga

Vita che non paga
silenziosa vita
vita rarefatta
savia e sottotono
silenziosa vita
vita mirata
sfrondata
lasciata all'orizzonte
disadorna vita
vita sfrenata dai capelli sulla china
vita lanciata nella corsa
folle
a dieci metri all'ora
una striscia d'olio sull'asfalto
e un sospetto di veleno
lui che sbanda apposta l'evasione.

Amo la mela Angelo Maria Ripellino

Amo la mela,
la gelida mela, l’angelica
mela compatta,
che mordi con boccuccia azzeccosa,
la pingue povera mela,
che sotto i tuoi denti si sgretola,
creta di frane e di tane giallastre,
che si assottiglia e si strugge,
la giusta, la mela disfatta,
mucchietto di accartocciate alette di ruggine,
spolpata pupattola.

Angelo Maria Ripellino, poeta, nato a Palermo nel 1923, morto a Roma nel 1978

Era commosso

Era commosso il petto fino al cuore
per la bellezza del creato
che si spandeva al sole d'agosto
calda e viva di colore
era per la separazione
tra l'ora dell'anima profonda
cinquantasettesima di gelo
e lo splendore circostante
per il peccato dell'indifferenza
quasi come inginocchiarsi
immobile a pregare
che giungesse la grazia
della (ri)conoscenza
come rosa nel buio
l'illuminazione.

L'incontinenza morale

tratto da qui

L’ITALIA DELLE PULSIONI – Intervista a Giuseppe De Rita

(L’intervista di Paolo Conti al noto sociologo è comparsa sul Corriere della Sera del 13-10-2010)

«Guardi, forse un anziano signore come me, ormai approdato ai 78 anni, può fidarsi dell’ autoregolamentazione etica, di un timone morale soggettivo… perché c’ è l’ esperienza di vita, la conoscenza che si accumula, l’ età che ti aiuta a non farti trascinare chissà dove. Ma se sei un ragazzino privo di norme interiori consolidate, allora veramente può succedere che tenti di ammazzare qualcuno con un pugno per una banale discussione mentre sei in fila alla biglietteria della metropolitana…». Giuseppe De Rita è un termometro ambulante della salute sociale italiana. Da più di quarant’ anni non fa che misurarla a colpi di rapporti Censis, seguendo giorno dopo giorno piccoli cambiamenti puntualmente destinati a lievitare in fenomeni di massa. Da tempo il sociologo avverte: guardate, stiamo vivendo la stagione più acuta del soggettivismo etico, tutti giudicano le proprie azioni e adottano decisioni morali in base a un criterio assolutamente personale. continua a leggere

Guarda come ti sento

Guarda come ti sento
enormemente più piccola
fragile natura bionda
gracile nelle ossa
e chiara nei muscoli creata
la fine pelle d'avorio
bianca nel bosco e scorticata
guarda come ti sento
azzurra silfide d'argento
ridotta nell'acqua e sfracellata.

26 agosto 2010

Stelle stelline

Questa è un'ora senza ora
anche perchè non ricordo più
se ce n'è una e quale sia
sessantunesima mi pare
quella in cui renderò grazie
a tutti gli astri della giostra
stelle brillanti
stelle stelline
stellarelle
stelle spente
infinite grazie celesti
per il diletto grazie
il carosello
il vostro lontanissimo luccicare.

Da "Poesie" di P. Cavalli

Ah smetti sedia di esser cosi sedia!
E voi, libri, non siate così libri!
Come le metti stanno, le giacche abbandonate.
Troppa materia, troppa identità.
Tutti padroni della propria forma.
Sono. Sono quel che sono, Solitari.
E io li vedo a uno a uno separati
e ferma anch'io faccio da piazzetta
a questi oggetti fermi, soli, raggelati.
Ci vuole molta ariosa tenerezza,
una fretta pietosa che muova e che confonda
queste forme padrone sempre uguali, perché
non è vero che si torna, non si ritorna
al ventre, si parte solamente,
si diventa singolari.

Patrizia Cavalli

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