Poesia e web

Riporto a partire da questo presente tre segnalazioni di articoli che trattano di poesia e rete.

Il primo tratto da qui

Stefano Guglielmin, La natura della rete: tra pesciolini di plastica e ossi di seppia.

 Da alcuni anni seguo e segno quotidianamente alcuni quartieri della rete, ne marco gli angoli, come un cane di strada. Ho anche una mia cuccia, bianca, dove deposito gli ossi. Talvolta sono di seppia, talaltra di gallina, ma l’intenzione è sempre la stessa: offrire un catalogo di bontà ad un pubblico presente e futuro.

Girando per la cittàvirtuale, incontro di tutto, essendo questa un luogo liberamente accessibile, costruito da chiunque per ognicosa. Anche la poesia, lasciata libera di brucare bellezza e verità dalla blogsfera, rischia di crescere stereotipata. Non dobbiamo gridare allo scandalo, come leggo qui e là, navigando; trovo invece in tutto ciò un ennesimo emblema della povertà dei tempi in cui viviamo. Se la poesia che si sente in giro è quella recitata sulla sedia dal bambino ben educato la domenica di Pasqua, quella banalmente intelligente di "Zelig", quella imparata al liceo da un professore pigro, se tutto ciò che vogliamo dalla poesia è che sia un contenitore del nostro magnifico ego, allora è normale che anche la rete pulluli di pesciolini di plastica. continua a leggere

Interessante anche il dibattito sviluppatosi nei commenti qui

2 risposte a "Poesia e web"

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