RapPoetica

Giovedì 4 febbraio ore 21:30
Circolo Culturale Il Simposio
Via dei Latini 11 (Zona San Lorenzo) – Roma

Ospiti speciali della serata:
Andrea Coffami con le sue rapPoesie
El Super Santos Santone con i suoi microracconti ignobili
Il boscagliolo Elly Ghelly con la sua inseparabile motosega
Don Antonio Romano con le sue poesie di carne e spirito
Ezio Paund con le sue luride poesie fasciste

Musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Marco Russo.

"RapPoetica" è 63 minuti circa di letture, poesiole, musica, raccontini, storielle,
filastrocche e rap che si finge poesia (naturalmente in rigoroso ordine sparso).

Durante la serata potrete acquistare libri e cd a prezzo ultrascontato.
E’ gradito l’abito scuro o succinto solo se macchiato di sugo o accompagnato dai genitori.

PS:
ingresso libero

L'alba è più lucida

L’alba è più lucida stamani al punto che s’avverte il tonfo. Del nulla nel sole di gennaio.  Un vuoto dopo l’altro a deglutire. Cavi distesi tra i pilasti.  E’ nel limbo che risiede la condanna. Uno spazio accecante tra le nuvole. Una  sete enorme di paura.  Scrivono di gioia a trenta passi. Tra ristagni di disgusto. Quasi il piacere di sapere. Ma le mani hanno il fiato corto. Muovono le dita con fragore. Si accendono con poco. Fanno salti enormi dalle cime fino al mare. Senza argine è l’inesistenza. Viscida speranza di librarsi. Solo rombi gonfiati  nella pelle e sottile piacere di negare. Scomponendo i segni  e gli occhi. Soprattutto ascolti. Senza parte né cielo. Senza spazio è l’ardito nero. L’arte inconsistente della sabbia che  tutto  lascia al vento. Infinitamente disperdendo. Questo filo finissimo e metallico. Luminoso nell’ampolla. Emette luce intermittente senza posa. Persistenza che conforta. Asseconda la dinamica interiore. Come i pezzi di vetro tra i frantumi. Fragilmente nel freddo che consuma.

Inverno

Alberi stagliati nella nebbia

inseguono il profilo del suolo

curvo il corso d’acqua.

L’inverno sulla terra

è fumo di un passo sottile

che penetra e consuma.

Statue storte nei drappi nel velluto

instabili nel bianco

le braccia in alto scorticate

da mille mani corrose e dita  

rivolte verso il cielo

come rami secchi tutti nodi.

Sono angeli

le ali umide

raccolte

nell’attesa eterna

di novembre.

In memoria

 

In ricordo di Alma

Alma Rosenblum,
chissà se ancora pizzichi il violino
nell’aldilà della tua beatitudine,
se leggera libri il corpo al suono.
Il vecchio giornalista berlinese
al suo compleanno
ti descrisse come un angelo
e ci parlò della dolce Fedora
che ti accompagnò a quel concerto
di morte.

Sharon 

Murata al vento
Piangevi
e ti sputavano addosso.
Le tue mani lisciavano crani
e patte rigonfie di divise.
Nel buco delle loro orecchie
Lavorava la tua lingua.
Dalle loro bocche brutte
Ascoltavi:
“La vostra umanità
È la sigaretta tra le mie dita”.

poesie di Prisco De Vivo tratte da qui

All'amico innamorato

Stringe in gola

l’angolo divelto

stampa in petto

un bandolo d’angina

largo il gesto della mano

sulla fronte a spolverare

palpiti di morte.

Nel torace un ferro rosso

grosso segno del brillare

voce che s’incrina gabbia

cuore che si blocca e sbanda

l’inferriata sulla bocca

mani a mescolare

viscere e farfalle.

Sfiocca il vento a cento nodi

ha una forza che devasta

dentro

fremiti  di sabbia.

 

Nausea

Di nausea sporge la pagina

il labbro succinto

una lavagna

di nausea uccide

il verticale trapianto.

Come un cuoco è il poeta

che mangia

e mangia.

Di sale ed altre rose

Ma perché dovrei sfogliarti

corpo? A petali di rose

bianche rosse morte.

Improvvisamente

abbandonai ogni colpo

sparo albero pistola

rinunciai al vagito

rutto primo d’ombelico

statua  di pietra modellata

tacqui in modo indicativo

e nel presente senza scopo

opponendo lame

migrai allo zolfo infame

calcio impatto imperativo

biancheggiante fosforo

e catrame. 

Ammutolii  di rame.

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