Alla croce del poeta

Liberami dai legami
da ogni corda tesa sulle membra
dalle insofferenti costrizioni
sciogli corpetti e giarrettiere
gancetti bottoni e reggiseni
scaccia oppressioni e fabbisogni
slacciami le braccia
le occhiaie i reni ed i polmoni
frantuma l’io roccioso
fracassalo di botte
riducilo in frantumi
lasciali cadere nella notte
dispersi al punto che
non possano tra loro
quasi riconoscersi.

Sbriciola l’io maledetto
la sua vana pretesa
il senso suo di angoscia
l’inerzia pervicace delle scope
i panni i baci e anche gli stracci
lava i piatti
affrancami dai lacci della pena
satura l’insufficienza di ogni gesto
rivolgi il niente in pieno
il vuoto in colmo
saziami di sete inesauribile
consumami a parole
inchiodami alla croce del poeta
distruggi a sciabolate
le sinapsi.

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