Livide le mani

Livide le mani e dita

nere a premere

scapole convesse

come rebbi di forchette

concavi cucchiai e altre

forme di stoviglie

appiccicate addosso

liquide ventose dentro

la tovaglia a quadri

borchie di metallo

graffi piume svolazzanti

unte ali chiodi in pelle 

pugni stretti concitati

bocche aperte a perdifiato

rosso rapido affannato

morso dove battono le lingue

tese ad arco strofinato

la saliva l’umidore

eccitato il collo

lenti colano i sudori.

 

Sul margine smerlato

L’ispirazione esala dalle crepe. Linee azzurre come vene cave in superficie. Scorre sangue dentro i palpiti del fiotto. Rotti alla deriva navigano i mostri. Nei cunicoli dei muscoli, anse, roghi fossili, cerchi di betulle. Streghe che si affollano curiose, volgendo scherni al vivere malato. Scriveremo d’alghe accantonando il passo, scriveremo il fiume denso, il senso che si avvale, l’alba bianca all’orizzonte. Scriveremo lettere di fonte a risalire depurando la corrente. L’immondo sfonderà le occhiaie, il guscio, i granchi abbarbicati fracassandoli col rostro. Muoveranno tentacoli a ventosa e sarà melma gorgogliante risalente su dal fondo. Echi, anelli, cerchi da sventrare. Catene rigogliose nei capelli e l’erba avrà il profumo dei rintocchi. I martelli che battono le ore,  lampi di veleno a spremere di nero, a sbattere persiane, lastre, buche enormi, fondi da svuotare. Succhiano promesse quelle uguali bocche immense alimentate e sporche. Vuoto dove il cibo manca neanche offerte. Gambe secche, costole nei graffi, voli caldi e mosche dentro gli occhi. Labbra asciutte che si spaccano nel sole. Masse in forni e rovi gialli. Chili di risposte dirottate. Un corpo secco supino sulla curva. Soffia un vento strano, molle. Immobile la sabbia al limite impazzisce sul margine smerlato della pelle.

Sovversiva è la parola

tratto da qui

II foglio come luogo della sovversione e del bianco

Sovversivo è il foglio su cui la parola crede d’accamparsi; sovversiva è la parola attorno alla quale il foglio dispiega il suo bianco.

Un passo nella neve è sufficiente a scuotere la montagna.

La neve ignora la sabbia. Eppure in tutte e due è il deserto.

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The dead

http://www.bcactionpoet.org/the%20dead.html

The dead  are always looking down on us, they say.
while we are putting on our shoes or making a sandwich,
they are looking down through the glass bottom boats of heaven
as they row themselves slowly through eternity.

They watch the tops of our heads moving below on earth,
and when we lie down in a field or on a couch,
drugged perhaps by the hum of a long afternoon,
they think we are looking back at them,
which makes them lift their oars and fall silent
and wait, like parents, for us to close our eyes.

Billy Collins