Obsession

Ossessione era il lampo

fiorito di spine tra le costole

affiorate schiumando sulla bocca.

L’incanto era il giorno di Pasqua

una tavola imbandita per la festa

i parenti  tutti in concerto

a presenziare

la sedia vuota sulla quale

materializzato dall’intento

per desiderio spasmodico

di sangue sorgeva un corpo

impercettibile sagoma di bianco.

Un mistero come gli altri

non riuscissero a vedere

l’arpa armonica spezzata

la curva spiovente delle spalle

le orbite divelte a cucchiaiate

gli atomi impazziti nella stanza

di luce vorticante

che recavano ogni tanto

un poco di sollievo

al respiro insostenibile

strozzato tra le gambe.

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