Un popolo di poeti

UN POPOLO DI POETI – Un paese di rime tempestose

Qualche anno fa,a una giornalista americana che gli chiedeva quale fosse la sua professione, Elio Pagliarani rispose: «Faccio un lavoro che non esiste, in una lingua che non esiste». Ha ancora ragione l’ autore della Ragazza Carla? Non c’ è più posto, nell’ Italia di oggi, per chi voglia scrivere versi? Davvero la poesia è migrata altrove? Nel giro di pochi mesi, la scomparsa di Alda Merini, Edoardo Sanguineti e Luciano Erba ha posto oltretutto un problema di riconfigurazione del nostro panorama letterario.

Leggi ancora…

Sottobosco

tratto da qui

In rete il sottobosco è veramente avvelenato. In rete il sottobosco è veramente più avvelenato. La rete ha mostrato al sottobosco che lui sottobosco era sottobosco. La rete amplifica le urla di insofferenza del sottobosco che si è riconosciuto. Il sottobosco troverà sempre molta gioia in rete, e ascolto. La rete e il sottobosco sono amici e si vogliono bene. Slowforward non ama il sottobosco e non è provvisto di commenti per farlo sfogare. Slowforward non disporrà commenti per e dialogo con i sottoboschivi. Slowforward si stupisce sempre quando il sottobosco non sa riconoscersi livoroso e pensa che un lettore anche ingenuo non veda quel livore. Il sottobosco e la rete piangono talvolta, e questo è, complessivamente, sottobosco. Anche provare pietà per questo pianto è sottobosco. Bisogna lasciare il sottobosco al suo destino, il quale — trovandosi espanso in rete — gracchierà finché durerà la corrente elettrica. Non tener conto del sottobosco non è sottobosco ma sanità. La sanità è auspicabile.

E' morta Alda Merini, una vita di poesia

la Repubblica.it
MILANO – E’ morta a Milano la poetessa Alda Merini. Aveva 78 anni. Era ricoverata all’ospedale San Paolo da una decina di giorni per un tumore osseo. Viveva in condizioni di quasi indigenza (una scelta di vita basata su una sorta di "noncuranza") tanto che i pasti quotidiani le venivano portati dai servizi sociali comunali. Ha cantato gli esclusi e ha vissuto sulla sua pelle una delle peggiori forme di esclusione: la malattia mentale.  Leggi ancora

http://tv.repubblica.it/copertina/merini/38577?video

 

Millelirici



di Peek a boo

     Pure nella ventesima regione c’è un "esercito di poeti". Ci sono i buoni, ma spesso pure quelli che credono soltanto di essere tali. Ma a chi "parlano" se tutti scrivono e nessuno ha il tempo di leggerne i versi?

         Ogni anno, in Molise, accanto a qualche raccolta di valore, escono dalle tipografie locali diecine di volumi dai titoli patetici, posti su copertine colorate (o anche bianche) che appariranno nelle vetrine delle rarissime piccole librerie di paese al solo fine di non essere mai venduti.

Sono i libri scritti dai tanti poeti che li stampano a proprie spese.

Leggi ancora…

Herta Müller Nobel per la letteratura

Corriere della Sera.it
STOCCOLMA – Il premio Nobel per la letteratura è stato assegnato alla scrittrice tedesca di origine romena Herta Müller. Nata il 17 agosto 1953 a Nitchidorf, in Romania, figlia di contadini della minoranza tedesca degli svebi, la scrittrice, poetessa e saggista è nota per la descrizione della dura vita sotto il regime comunista di Ceausescu. Nel 1987 fuggì dalla Romania insieme al marito dopo Leggi ancora

Del coma o della piccola editoria italiana

tratto da qui

di: Guido Tedoldi

Dopo la visita alla 19ª edizione di «Parole nel tempo», piccoli editori in mostra al Castello di Belgioioso (PV)

La piccola editoria italiana sta morendo. O magari stanno morendo soltanto i piccoli editori che da 19 anni hanno fatto di Belgioioso un appuntamento fisso di fine estate – e che per questa edizione hanno scelto di non esserci. Alcuni di loro, probabilmente, erano a Torino per i «Portici di carta», altra fiera della piccola editoria programmata negli stessi giorni, sabato 26 e domenica 27 settembre. Se hai un’azienda formata da poche persone e con un magazzino minimo, o sei di qua o sei di là. Sta di fatto che qua c’erano visibilmente parecchi stand in meno rispetto al passato.
Quest’anno, però, a Belgioioso è mancato anche il pubblico. Io ho assistito in prima persona a una decina di «Parole nel tempo» e ricordo edizioni (anche quella dell’anno scorso, 2008) in cui il pubblico era tanto che non c’era verso di spostarsi con efficacia tra i vari stand e le varie stanze del castello. Ci si pestava i piedi, ci si doveva contorcere tra braccia/gambe/teste per vedere bene un libro o anche leggere un certo titolo potenzialmente interessante. E non c’era verso di scegliere un orario migliore di un altro (tipo: vado la domenica all’ora di pranzo così i primi visitatori se ne sono già andati e gli ultimi verranno dopo mangiato) perché c’era sempre pieno.
Quest’anno no. C’era una specie di vuoto. continua a leggere