Natura morta (recensione di Sergio Gabriele)

tratto da qui

Natura morta

di Sergio Grabriele per FemminArt Review

 

C’è qualcosa di estremamente vivo e vivace nelle nature morte di Loredana Semantica. Una impalpabile poesia della vita, espressa da una donna poeta prima ancora, o congiuntamente, che visionaria, tesa alla ricomposizione delle mentite spoglie, dei poveri resti che questo mondo ci mette ormai a disposizione, rifiuti di una ideologia più che del processo produttivo. Una irrisione dei significati per come sono oggi mulinati dalla babele iconografica dei sensi, una riedificazione dell’interiore vissuta nell’intimo attraverso gli oggetti che come pietre ci vengono scagliati contro.
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Divagazioni in blue

Roberto Matarazzo ha creato questo bel foglio colorato "divagazione in blue" per ispirazione dal mio testo "Lui ha un segreto a scomparsa" incluso nella mia terza raccolta visual poetica "Ora pro nomi(s)"

Infinite grazie a Roberto.

Lui  ha un segreto a scomparsa. Lei ne raccoglie le gocce. Piove stanotte. Sui fiori le cosce. Nude sui fianchi Penduli seni ondeggianti. Le radici frementi hanno un nucleo vitale. Sulla neve una macchia. C’è del rosso nel sangue. Un ricamo sfolgorante di brina. Filigrana di sangue e velluto. Forse un sasso che sboccia. Di petali e luce. Fa la gara col sole.

Lei lo avverte. Fa la mira più alta. Lui ha uno sguardo preciso. Verso un punto diretto del cielo. Non nasconde la bocca. E’ che lei non la vede. Ha la guardia serrata. Più dura che chiusa. Solo gli occhi a brillare farina. Lui ha le mani blindate un esempio di muro. Non fa doni. Pressa sempre bisogni. Lei li vede e soccombe.

Lui ambisce di tutto. Lei di star bene. Non si vedono oltre. Lei parla piano piega sempre la testa. Non s’arrende. Lui parla forte alza sempre la testa. Non s’arrende. Si sorridono al buio. La promessa del fuoco. Un anello che lega. E’ un battesimo il primo.  Si attendono al varco . La foce del delta. Si chiamano  a volte  svettando distanza.  Allusioni nel vuoto senza nomi.

The man who planted three

Tratto da wikipedia

L’uomo che piantava gli alberi (titolo francese "L’homme qui plantait des arbres"), conosciuto anche come "La storia di Elzeard Bouffier, Il personaggio più straordinario che io abbia mai incontrato" e "L’uomo che piantò la speranza e raccolse la felicità", è un allegorico racconto dell’autore francese Jean Giono, pubblicato nel 1953.

Racconta la storia di una lunga, paziente, solitaria opera di un pastore e del suo impegno per la riforestazione di una valle desolata, ai piedi delle Alpi vicino alla Provenza nella prima metà del 20 ° secolo.

Il racconto è molto breve, circa  4000 parole . continua a leggere

Qui ho pubblicato, ripresi da youtube, i tre video del racconto animato.

http://semantica.splinder.com/post/21758422/L%27uomo+che+piantava+gli+alberi

http://semantica.splinder.com/post/21770252/L%27uomo+che+piantava+gli+alberi

http://semantica.splinder.com/post/21779620/L%27uomo+che+piantava+gli+alberi

E noi scrivevamo poesie

Francisco Goya "La fucilazione dell’8 maggio 1908" ,1914 Museo del Prado Madrid

E noi scrivevamo poesie

mentre la morte passava col mitra

di striscio addossando la canna

la pistola alla nuca e sparando.

 

Sparava la mano al bersaglio  

il braccio levato a centrare

il collo l’inumano il torace.

 

La fuga ha la calma del lupo

un lavoro da killer ben fatto

la camicia supina nel bianco

sulla strada un fantoccio di stracci.